I libri nel vento

I libri nel vento sono a metà tra gli “scripta ed i verba”, come gli scritti si scrivono perché rimangano, come le parole sono leggeri perché volino.

I libri nel vento sono altruisti, non possono essere tenuti chiusi in un cassetto o in una libreria, sono fatti per volare. In giro nel Mondo ci sono moltissimi libri.

Si scrivono libri da un sacco di tempo e si scrivono in tanti modi diversi.

Si narra e si legge che i nostri avi hanno scritto libri sulle pietre.

La stele di Rosetta è il primo libro multilingue rivolto a tre nazioni diverse, è scritto, inciso, su di una pietra di più di un metro e venti per un altro metro. Nel blocco di pietra qualcuno ha raccontato la storia di un grande re, il faraone Tolomeo V Epifane (196 a.C.), ha voluto che quella storia fosse conosciuta da più persone e per questo la scrive in più lingue.

Oggi quel blocco di pietra si trova in Inghilterra, rubato all’Egitto, dopo che lo aveva trovato Napoleone.

In diverse parti dell’Africa racconteranno storie su alti pinnacoli di arenaria, i bellissimi obelischi diventeranno bottino delle guerre di invasione.

Si stamperanno libri di pietra solo per poche migliaia di anni, fino a quando non si decise che era meglio farli su tavolette di argilla. Però ci hanno lasciato anche degli stupendi albi illustrati su pietre, anzi su colonne di marmo.

La colonna Traiana diventerà il libro illustrato più pesante e famoso del mondo e si trova nel centro di Roma. Ma i libri di pietra sono piuttosto scomodi, sono pesanti e farne delle copie è una grande fatica.

Va meglio con il fango. L’argilla è più leggera, si può cancellare se si sbaglia, si può cuocere e così dura di più. Si scriveranno libri su tavolette di creta per almeno quindici secoli.

Ma mentre ci sono scrittori ed editori che pubblicano libri di argilla, ci sono già quelli che usano le cannucce, il papiro (Cyperus papyrus). Una robetta complicata, bisogna tagliare sottilmente un sacco di striscioline dagli steli triangolari della pianta, bagnarle, strizzarle, pressarle, pulirle, ed alla fine si hanno dei bei libri che si possono arrotolare.

Passa qualche secolo ed ecco una grande novità, libri piegati a partire da due pagine e ridotti di volume: i vecchi codici.     Ancora un passo.

Ecco! i libri li facciamo di pelle, usiamo la pelle delle capre, delle pecore, delle volpi, dei maiali.

Pure questa è una bella fatica, bisogna mangiarsi una pecora per avere solo dieci paginette raggrinzite, un maiale per averne sedici di pagine, non va bene.

Troppa carne e poi i libri hanno sempre questa puzzetta di animale morto!

E se i libri li facciamo di carta? Sono più leggeri, si possono riprodurre facilmente, si possono rilegare, disegnare, non puzzano.   Però! però bisogna fare la carta.

Una cosa ancora più complicata del papiro, e meno male che c’è quella esperienza. L’esperienza egiziana e mediterranea viene messa assieme a quella dei fogli vegetali e delle stoffe decorate che arrivano dalla Cina.

Allora, si prendono gli stracci vecchi, un po’ di legno di gelso o di pioppo, anche un poco di steli di canapa, si sfibra con fatica il tutto, si mette a macerare nell’acqua, si risfibra, si pesta, si filtra, si cola, si spalma, si comprime, si mette ad asciugare, si tira su piano piano ed ecco la carta.

Però, ancora una volta, che fatica!

Però, che bello un foglio di carta!

Tutto bianco da sporcare, da scrivere, da disegnare, da decorare, da rilegare, tanto bello da mettere insieme più fogli e farci tanti bei libri.

Ecco! noi facciamo libri di carta, simili a quelli moderni, da quasi mille anni, sovrapponendo nei secoli tecniche e materiali.     Noi.

Se ci spostiamo di qualche decina di migliaia di kilometri, se arriviamo intorno e sopra l’Himalaya, cosa ci troviamo? Ci troviamo le montagne più alte e ballerine del Mondo, i paesaggi più belli del mondo, i venti più decisi, le mucche più pelose del mondo, possiamo provare a cercare l’uomo delle nevi, ma sarà più facile trovare lì “i libri nel vento”.

I libri nel vento? Si! sono libri coloratissimi, scritti ed illustrati, cuciti e piantati con lunghe pertiche agli incroci delle strade, a disposizione di tutti i viaggiatori e per quelli che non hanno troppa voglia o possibilità di camminare, vengono loro -un filo per volta- a raccontare le storie.

Sono libri leggeri, portano scritto e disegnato un mondo di pensieri, di fantasia, di preghiere, di storie, di insegnamenti.

Sono talmente leggeri che sono arrivati sin qui, così belli e semplici che possiamo realizzarli e diffonderli anche noi, l’esperienza è molto bella e coinvolgente.